maggio 10, 2012

Contributo sulla fase di Edoardo Mentrasti, coord.SEL Marche

Il recente voto amministrativo, come l’importantissimo- e articolato- voto Francese e come l’importante articolato – e drammatico- voto Greco, sono la spia ultima di una crisi organica , economica e politica , tipica dei periodi storici di grande transizione (che riguarda l’intera struttura del mondo non solo l’Europa) in cui si mescolano inestricabilmente , ad un tempo, schock e riassestamenti  drammatici e – talora – potenzialita’  inedite e progressive di uscita a sinistra.

Queste ultime si producono ( e’ la condizione necessaria ) quando si comprende appieno la natura della crisi e si e’  in grado di organizzare una risposta complessiva : incisiva aggressiva coraggiosa, per il suo verso fondamentale, e capace per un altro verso, di articolarsi e concretizzarsi in una proposta politica egemonica, in grado di offrire in generale una prospettiva di solidita’ e di stabilizzazione e “ forse” – nell’immediato- di governo .

Se in particolare – come appare chiaro all’analisi- la crisi economica di oggi e’ crisi sistemica , che terra’ crudamente il campo dei prossimi anni con tutti i connessi aggravamenti sociali e politici eccedendo e travolgendo tutte le mezze misure di stabilizzazione e di rattoppo, e’ evidente che Sel ( la sinistra) debba trarne alcune fondamentali conseguenze.

Scendendo sul piano piu’ direttamente politico ne evidenzio tre .

La prima immediata.
Mi pare necessario, a fronte del governo Monti e della rabbia sociale crescente, provare a costruire pur nei limiti seri della nostra organizzazione e delle difficolta’ di ordine mediatico, un programma di lotte . Un programma di presenze, di iniziative, di vertenze rivolto all’insieme dei soggtti sociali sotto la pressione della crisi e delle politiche governative ( declinando ed esemplificando : il mondo operaio alla Fiat; il precariato giovane ed intermittente dei call centre, la condizione studentesca in una Universita’ ; il lavoratore autonomo -dal benzinaio , al pescatore, al camionista, al piccolo esercente commerciale, all’artigiano, all’agricoltore – sottoposto al peso opprimente della finanza e dei grandi gruppi produttivi e commerciali che detengono il monopolio dei mercati, che fanno i prezzi, che organizzano gerarchicamente la catena del valore ) . Sette,otto di queste iniziative a carattere nazionale in luoghi – simboli , dentro un viaggio di lotte  nell’Italia sociale, per sollevare e rappresentare questioni sociali decisive su cui investire il profilo di Sel e i pochissimi denari a disposizione e su cui spendere la preziosa risorsa Vendola ( meno giri  “elettorali” e /o generici).
E – ovviamente- sviluppare la nostra presenza nei momenti eventuali di mobilitazione sociale, prendendo parola esplicitamente e criticamente – e’ ormai necessario- sui limiti e sui ritardi del sindacato dei lavoratori e delle organizzazioni della piccola impresa.

La seconda .
Avanzare subito un programma di governo , alcune proposte irrinunciabili per un priogramma di governo.  Quale, che cosa significa ? Non un programma relativamente evasivo , con un certo grado di ambiguita’ come probabilmente intende il Pd , come e’ nelle pressi ordinarie  e come capita spesso di verificare anche negli enti Locali.
Un programma al contrario che adotti necessariamente una strategia d’urto in grado di aggredire con sufficente nettezza, in primo luogo, la crisi del debito pubblico, la questione drammatica del rilancio della domanda sia di consumi sociali e privati che di nuovi investiomenti nei settori strategici e innovativi e produca effetti robusti di uguaglianza siciale ; in secondo luogo che, avanzando in tale direzione, sia in grado di proteggersi, in chiave Europea oltre che Nazionale, dagli assalti della finanza e della speculazione . Avanzo alcuni contenuti che ritengo irrinunciabili :

a fronte della drammatica carenza di risorse, al di la’ degli interventi di cui sono piene le pagine dei giornali, serve una botta secca, una patrimoniale straordinaria sopra una certa soglia e ad elevata aliquota ( alla : a’ la guerre comme a’ la guerre ) in grado di portare a casa un ordine di grandezza attorno ai 200 MLD di euro o giu’ di li,’ da impiegare subito destinandoli indicativamente  meta’ per la riduzione del debito e meta’ per gli investimenti capaci di mettere in moto occupazione e finalizzandoli alla cura dei bisogni sociali e ambientali insoddisfatti. Forse la piccola patrimoniale ordinaria pluriennale e’ gia’ sopravanzata dalla gravita’ e dalla rapida evoluzione della crisi.

in una nuova strategia di utilizzo del risparmio collettivo e del credito come leva moltiplicativa per la ripresa vanno evidentemente ripensate le funzioni della BCE e della BEI ect. ma va’ anche stabilita una certa socializzazione e una nuova strumentazione del credito e del micro credito nazionale, or8ientandoli mad un nuovo sviluppo , al mercato interno, all’economia locale sostenibile, all’innovazione sistematica delle nostre eccellenze.

Debbono essere prese misure in un contesto europeo di una nuova disciplina normativa orientata alla ripresa di controllo e di limitazione dei movimenti di capitale  , tassando ovviamente le transazioni finanziarie (tobin tax) ma piu’ in generale per prevenire e reagire a tentativi e reazioni di attacco speculativo e di fuga di capitali.
Cosi come possono essere necessarie nuove regolazioni commerciali orientate a stabilire le compatibilita’ in un quadro di economia aperta con i diritti ambientali e sociali .

La rimessa in discussione della contro-riforma del mercato del lavoro, riducendo davvero la precarieta’, ripristinando l’art.18 e varando un reddito sociale di cittadinanza.

Una nuova normativa sulle pensioni che – riabbassi la soglia (come in Francia ) e riconsegni elasticità e diritti ai lavoratori  in coerenza  con l’obiettivo della piena occupazione.

La pubblicizzazione dell’acqua e la salvaguardia piu’ in generale dei servizi pubblici locali, riconsegnando almeno piena sovranità alle scelte degli enti locali e provando a fare di questi servizi i punti di riferimento per nuove produzioni locali.

Sono contenuti già in parte indicati che possono essere sostenuti da sindacati e movimenti e hanno inoltre dalla loro la forza oggettiva delle cose necessarie in quanto “portati” dalla crisi ed essenziali per una vera risposta ad essa.
I titoli decisi del programma , a mio avviso , sono questi.
La Francia ci puo’ dara una mano.
Meno o molto meno di questo , meno della necessaria chiarezza e responsabilita’ si rischia di avere un programma e una coalizione- come ci dice il risultato delle amministrative- e del risultato in Europa gia’ bruciati e spiazzati dal procedere della crisi in tutte le sue forme e dunque forse nemmeno in grado di vincere o in caso di vittoria elettorale, alle prese con difficoltà quasi insuperabili e sottoposti alla crescita insostenibile delle contraddizzioni e della rabbia popolare.

Il PD non puo’ pensare di coinvolgerci nell’ambito di un malinteso senso di responsabilita’, del solito richiamo dell’emergenza a senso unico, e all’apertura – non neutra- ai moderati.

L’unica possibilita’ e’ quella di un alleanza per il governo, intesa come governo dei processi e del cambiamento nel tempo della crisi organica .
Incalziamo il PD e apriamo immediatamente un confronto esplicito e netto alla luce del sole, nel paese.
I tempi brevi, le modalita’ aperte e i risultati concreti di questo incalzamento e di questo confronto ci diranno se lo sviluppo e’ serio ed e’ sostenibile dal largo popolo di centro sinistra.
Diversamente,  va avanzata una proposta autonoma , aggressiva e credibile, assumendo l’ambizione e la responsabilità di guidare l’ITALIA ( e l’ Europa) fuori dalla crisi .
Se non si vince nell’immediato, si vincera’.

La terza  .
In parallelo ai 2 punti precedenti,sia nel caso auspicabile di una coalizione di centro-sinistra aperta sia nel caso di un altro percorso politico, mi domando ( davvero mi domando e non ho la risposta) se, a fronte del precipitare velocissimo della crisi politica e della ricerca, oggettivamente sul campo, ma convulsa e contraddittoria,di un nuovo canale di espressione e di rappresentanza, sia necessario risprendere la questione del processo costituente di una soggettivita’ larga , unitaria, meta’ politica meta’ sociale, completamente democratica ma altrettanto sicuramente organizzata. A 9-10 mesi dalle elezioni non e’ facile rispondere a tutte le possibili complicazioni e a tutte le intricate sfaccettature emergenti da questa domanda .E dunque – immagino come altri compagni- sono molto cambattuto.

Avverto pero’ “confusamente” che se tale questione non si poneva 5/6 mesi fa’ forse e’ giusto domandarselo pero’ oggi alla luce degli strattoni della situazione, d’altronde Sel e’ nata e si e’ sempre considerata un pezzo provvisorio a disposizione di un processo costituente per un ambizione e un progetto piu’ grande; e comunque le forme per far vivere unita’  efficacia e pluralita’ a sinistra possono essere diverse . Discutiamone prima tra noi e avviamo, se del caso , poi un interlucuzione all’esterno.

Edoardo Mentrasti

aprile 19, 2012

Interrogazione in merito al progetto di terminal gas al porto di Ancona

Al Presidente
dell’Assemblea Legislativa delle Marche
SEDE

Oggetto: interrogazione a risposta orale in merito al progetto di terminal gas al porto di Ancona.

Premesso che:
il Presidente dell’Autorità Portuale ha annunciato il progetto di un terminal di navi gasiere che prevede l’utilizzo di 5000 metri quadrati dell’area portuale per consentire l’approdo delle navi provenienti dall’Egitto (da una a tre al giorno) e la realizzazione di una condotta  da fare arrivare fino a Falconara;

considerato che
se questo progetto venisse autorizzato si vedrebbero transitare ed attraccare davanti ad Ancona da 360 a 1000 navi gasiere che si incrocerebbero con le navi che portano petrolio alla raffineria API, oltre che con le navi mercantili e i traghetti che transitano nel porto di Ancona;

Il sottoscritto Massimo  Binci, consigliere regionale  Sinistra Ecologia Libertà
chiede alla Giunta Regionale di sapere:

- se la collocazione di tale progetto sia compatibile con la vicinanza dell’abitato della città che dista poche centinaia di metri dal porto;
- se nella variante del piano regolatore del porto di Ancona sia presente il progetto del terminal gas;
- se la regione intenda autorizzare tale progetto che porterebbe ad un affollamento in mare di navi pericolose;
- per quale motivo si dovrebbe autorizzare questo progetto mettendo a repentaglio le attività già esistenti legate al turismo , alla pesca ,alla nautica;
- come si pensa si possano conciliare le attività esistenti con il terminal gasiero che  sicuramente condizionerebbe in maniera negativa lo sviluppo delle normali attività portuali e la realizzazione del Water front che permetterebbe l’apertura della città sul mare;
- se tale progetto di approvvigionamento di metano non possa invece essere meglio collocato presso una delle isole della raffineria API e gestito dalla stessa industria in sotituzione e in alternativa del rigassificatore, così pericoloso per l’impatto sul  mare e  per il rischio incidenti, considerato che due impianti di rifornimento di gas nella stessa area sia contraria ad ogni logica di pianificazione territoriale ed energetica.

Il Consigliere Regionale
Sinistra Ecologia Libertà
Massimo Binci

aprile 11, 2012

Una brutta (contro)riforma del diritto del lavoro

Non aiuterà lo sviluppo non migliorerà la condizione
di disoccupati , precari, lavoratori

E’ una brutta (contro)riforma del diritto del lavoro

- 40 forme contrattuali
resta assolutamente intatta la giungla della precarietà, con più di 40 forme contrattuali che disegnano un lavoro poco pagato, incerto e intermittente e che fanno dell’Italia il paese più precario d’Europa;
- contratti a tempo determinato
resta confermato, nonostante tutte le chiacchiere , il contratto a tempo determinato a 36 mesi (sembra profilarsi tra l’altro che il periodo di lavoro interinale si possa aggiungere ); viene a costare di più (forse troppo) al datore di lavoro ma a suo favore è stata tolta la motivazione ora necessaria per i primi sei mesi;
- partite IVA
vengono introdotti dei limiti al loro utilizzo improprio, dalla verifica complicata, ma soprattutto non valgono per i contratti in vigore che perdurano ancora per un anno, così come non valgono per le attività professionali e intellettuali (decine di migliaia di persone, specie  giovani);
- CO CO PRO
si delimita un po’ meglio la specificità dell’incarico per evitare gli abusi. Ma l’aliquota contributiva cresce anche a carico del lavoratore e soprattutto questo “ miglioramento” vale solo per i nuovi contratti, quelli attuali restano confermati. Inoltre – come altre figure lavorative- sono esclusi dagli ammortizzatori sociali.
- Apprendistato
si dice che è il contratto più utile all’accesso dei giovani al lavoro. In teoria si e a determinate condizioni. Ma la norma prevede purtroppo molti trabocchetti e passi indietro. Per esempio oggi in una azienda si doveva avere un rapporto 1 a 1 fra apprendista e lavoratore, adesso il rapporto sale a 3 apprendisti per 2 lavoratori. Ancora: se ci si voleva avvalere di nuovi apprendisti, il presupposto era la stabilizzazione del 50% degli apprendisti già in forza, ora tale percentuale si abbassa al 30% per i primi tre anni. Vi sarà un ricorso massiccio a tale contratto. Ma perché? È un contratto vantaggioso per l’imprenditore dato che paga solo il 10% di contributi rispetto ad un lavoratore normale; un giovane, per lo stesso tipo di lavoro fino ad un massimo di tre anni, viene pagato molto meno. È giusto – si dirà – perché il giovane deve essere formato e non è immediatamente produttivo. Anche qui è vero in teoria, perché la formazione è stata ridotta da 120 a 40 ore e perché consegnata – nell’immediato – alla autocertificazione (!!) da parte dell’azienda.
- Assegno di disoccupazione e integrazione sociale
Altro punto dolente . Sono tolte tutele oggi operanti e più estese nel tempo (per esempio la cassa integrazione straordinaria nel caso di cessazione di attività e l’indennità di mobilità). Questa è una prima certezza. Per i disoccupati strutturali o per coloro che sono alla ricerca del primo lavoro non c’è niente, né tanto meno c’è il reddito di cittadinanza. Questa è una seconda certezza.  È istituita l’assicurazione sociale che vale anche per gli apprendisti e i contrattisti a tempo determinato della pubblica amministrazione. È una cosa positiva. Ma con tanti ma, perché per esempio la platea dei nuovi inclusi è molto ristretta (occorre avere almeno – in via generale- due anni pieni di lavoro alle spalle e negli ultimi due anni almeno 52 settimane di lavoro). C’è poi una piccola indennità per chi ha lavorato più di tre mesi nell’ultimo anno: dura però appena la metà delle settimane di contribuzione, una inezia. Il grosso del precariato intermittente resta fuori.
- Nuove Risorse
viene affermato che il governo spenderà 1,8 miliardi di euro per sostenere la (contro) riforma. Non è proprio una “paccata” di miliardi. Sia perché già oggi lo stato spende per cassa in deroga e per la mobilità e dunque tale spesa è ricompresa nella nuova cifra. Sia perché il governo contemporaneamente alza i contributi a carico di aziende e lavoratori accrescendone il costo e facendo un cattivo servizio allo sviluppo. Sia perché una cifra adeguata per il sostegno al reddito dei disoccupati, precari, lavoratori in difficoltà sarebbe di almeno 10 miliardi di euro (ottenibili con una patrimoniale sulle grandi ricchezze).
- Art. 18
oggi quando il giudice attesta che c’è stato un licenziamento ingiusto (per motivi o discriminatori o disciplinari o economici) il lavoratore è reintegrato sul posto di lavoro. Questo è un diritto chiaro e fermo. Ora questo diritto non c’è più. C’è una mera possibilità in mano al giudice. E sarà “residuale”, ha detto Monti. Il giudice, pur in presenza di un ingiusto licenziamento,  decide o per la corresponsione dell’indennizzo, peraltro diminuito, o per il reintegro (sul filo di una valutazione molto complicata sulla gravità e sulla casistica sdrucciolevole dei fatti). È evidente che con i licenziamenti disciplinari e a maggior ragione per i licenziamenti per ragioni economiche (inerenti l’attività produttiva e l’organizzazione del lavoro) si presentino tanti di quegli elementi incerti e “grigi” che alla fine possano indurre il giudice a decidere per l’indennizzo. Il lavoratore ne esce radicalmente indebolito.

Questo è il risultato dell’azione del governo Monti, sostenuto dalla maggioranza PDL – UDC- PD.

Non sono esclusi ulteriori passi indietro sulla base delle richieste di modifica di PDL e Confindustria.

Dopo la mazzata delle tasse  (ICI -IMU, tariffe, benzina, IVA ecc.); dopo le finte liberalizzazioni che non hanno scalfito banche, assicurazioni, petrolieri, autostrade, grandi gruppi commerciali; ora anche il drastico arretramento sull’art. 18 e la strutturale inadeguatezza della controriforma del mercato del lavoro.

E lo sviluppo e l’ambiente e l’occupazione? Non pervenuti

Lo diciamo al PD: è ora di togliere l’appoggio al governo e preparare l’alternativa

Coordinamento SEL Marche

marzo 21, 2012

Contro i provvedimenti del governo e la proposta di controriforma del mercato del lavoro e dell’art. 18

Agli Organi di Stampa

Contro i provvedimenti del governo e la proposta di controriforma del mercato del lavoro e dell’art. 18 .

Il governo ha svelato la sua profonda natura conservatrice e liberista avanzando una proposta di riforma del mercato del lavoro che penalizza i disoccupati strutturali, riduce la protezione sociale per chi il lavoro lo perde, manomette l’art. 18 sui licenziamenti (aprendo di fatto la via all’arbitrio padronale), non affronta seriamente la precarietà, non mette un euro per il reddito sociale di cittadinanza.

Ciò accade in un momento in cui tutta una serie di misure (aumento ICI IMU, rialzo della benzina del gas dell’elettricità, aumento dell’IVA, tagli e allungamento delle pensioni, aumento tasse e/o taglio dei servizi locali ecc. ), stanno pesando in modo inaudito sulle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini.

Sinistra Ecologia Libertà farà di tutto per contrastare tali misure, sia in modo autonomo sia partecipando a tutte le iniziative di lotta del sindacato e dei movimenti sociali.

 Ancona 21 marzo 2012

marzo 15, 2012

IN PIAZZA CONTRO LE POLITICHE INGIUSTE E SBAGLIATE DEL GOVERNO E PER L’ALTERNATIVA MARTEDI’ 3 APRILE ANCONA P.ZZA ROMA ORE 18 CLAUDIO FAVA

SARA’ DIMINUITO LO SPREED
MA PER NOI CHE COSA E’ CAMBIATO?

ICI /IMU con la prossima dichiarazione dei redditi si vedrà il super aumento sulla prima e sulla seconda casa (spesso frutto dei risparmi di una vita) ma non sono scalfite con una vera patrimoniale le grandi ricchezze e le grandi proprietà

PENSIONI sono state tagliate ed è stata allungata a dismisura l’età pensionabile ma non si è scalfito il potere di autostrade, grandi gruppi commerciali, petrolieri, banche, assicurazioni e non si è diminuita la spesa militare

ENTI LOCALI con il taglio delle risorse si è preparata la strada all’aumento ulteriore delle tasse locali; o in alternativa si ridurranno i servizi sociali e gli investimenti pubblici a favore dei territori e dell’ambiente, compresi gli indispensabili e quotidiani servizi ferroviari, mentre si continua a buttare miliardi di euro in opere faraoniche ed inutili come la TAV

L’INFLAZIONE è al 3% (per i consumi più popolari ben oltre il 4%); la benzina – appesantita dall’accisa – vola, con le Marche al primo posto; il pesante aumento dell’IVA a settembre scatenerà un ulteriore aumento dei prezzi

LA DISOCCUPAZIONE è al 9% mentre esplode la cassa integrazione e la precarietà; l’Italia è ufficialmente in recessione

IN PIAZZA

CONTRO LE POLITICHE INGIUSTE E SBAGLIATE DEL GOVERNO E PER L’ALTERNATIVA

MARTEDI’ 3 APRILE ANCONA
P.ZZA ROMA  ORE 18
 CLAUDIO FAVA
COORDINAMENTO NAZIONALE SEL

in caso di cattivo tempo si svolgerà nei locali di SEL Via Magenta 21

SEL COORDINAMENTO REGIONALE MARCHE

FEDERAZIONE DI ANCONA

CIRCOLO DI ANCONA

febbraio 24, 2012

ANCHE NELLE MARCHE OCCORRE RECEPIRE L’ESITO DEL REFERENDUM SULL’ACQUA!

Nell’incontro avuto con il Forum dei movimenti dell’acqua, il Ministro per l’Ambiente Cini si è impegnato a precisare, con una apposita nota a tutte le istituzioni competenti,  inesigibilità da parte dei soggetti gestori della quota di tariffa relativa all’adeguata remunerazione del capitale investito.

Ciò significa che tutti gli enti gestori anche nella nostra Regione, debbono immediatamente modificare il proprio regime tariffario, adeguandolo all’esito del referendum. In parole povere, dalla tariffa che i gestori –siano essi pubblici o privati non importa – applicano al servizio idrico, dovrà essere immediatamente scorporata la quota pari alla remunerazione dell’investimento.

Sinistra Ecologia Liberta’, nei prossimi giorni si impegnerà a tutti i livelli affinché le amministrazioni pubbliche, ognuna per le proprie competenze, a partire dalla Regione, intervengano presso gli Enti gestori affinché recepiscano immediatamente quanto, peraltro già deciso dai cittadini con il referendum dello scorso anno e confermato proprio oggi dal Ministro: e cioè che l’acqua deve essere considerata un bene non economico, sottratto a qualsiasi logica di profitto.

Roberto Acquaroli
Coordinatore regionale
Forum dei servizi pubblici locali Sinistra Ecologia Libertà

gennaio 24, 2012

“LE LIBERALIZZAZIONI DEL GOVERNO faranno ripartire lo sviluppo e a guadagnarci saranno i lavoratori e i cittadini ”: e’ stato detto… Ne siamo proprio sicuri?

Vediamo se è vero

Farmacie, notai. A nostro avviso è condivisibile l’aumento del loro numero, permettendo ad altri professionisti di intraprendere attività economiche positive anche per il cittadino (ma per i notai si poteva fare anche di più e diversamente, per esempio istituendo/rafforzando veri e propri uffici notarili pubblici nei Comuni)
Banche. Molte chiacchiere ma in concreto  per le spese di conto corrente bancario di base e di bancomat  – previa concertazione con le banche! – tutto rinviato…..a settembre.
Intanto due certezze in negativo.
La prima: obbligo per molti pensionati di dotarsi di un conto corrente comunque oneroso.
La seconda: ripristino delle spese per il massimo scoperto per i cittadini “sconfinanti-dimenticanti” e/o in difficoltà per un periodo limitato a soli 30 giorni consecutivi.
Data la crisi proprio un bel regalo!

Assicurazioni. Diverse misure, ma quella decisiva, inerente la figura di un rappresentante di diverse società e quindi imparziale presentatore di proposte alternative fra cui scegliere effettivamente la migliore per prezzo e qualità, è saltata.
Ora egli, restando agente di una sola compagnia, ha l’obbligo di informare su tre proposte.
Cosa succederà secondo voi, cosa vi farà vedere?

Autostrade. Solo per i nuovi tronchi autostradali nuovi criteri per la determinazione delle tariffe, forse più convenienti. Ma per le autostrade esistenti – la quasi totalità – tutto resta come prima.
I grandi concessionari attuali (Benetton ed altri), a cui a suo tempo è stata graziosamente ceduta la gallina dalle uova d’oro, ringraziano.
Benzina. I petrolieri hanno vinto. Il rifornimento libero ( peraltro solo al 50%) vale solo per i gestori proprietari delle pompe che sono la minoranza. Per il 53% delle pompe che restano saldamente nella proprietà dei petrolieri e per le quali non è previsto nessun obbligo alla vendita, non c’è rifornimento libero. Il 60% del prezzo della benzina dipende comunque da accise più Iva e il Governo è direttamente responsabile! Anziché diminuire la tassazione l’ha aumentata!

Gas e separazione Eni-Snam. Grazie a ciò e a nuovi criteri di calcolo, si dice che il prezzo del gas diminuirà. Speriamo. Ma come per la benzina il peso fiscale sul gas è notevole (attorno al 35%).
Ma su questo non si incide. E poi spezzare/indebolire l’Eni – uno di pochi grandi campioni nazionali – è positivo? Occorrerebbe farlo funzionare meglio nell’interesse strategico dell’Italia e a vantaggio dei cittadini.

Ferrovie. Arrivano Montezemolo e Della Valle con la loro azienda. Vedremo gli effetti sui prezzi. Intanto di sicuro salta il contratto collettivo nazionale del settore ferroviario. Guai pesanti per tutti i lavoratori. Dopo il contratto autonomo Fiat di Marchionne ecco un altro pezzo che se ne va.
Per arrivare all’articolo 18?
Commercio ed edicole. Totale deregulation sugli orari e sulle giornate di apertura degli esercizi. Rischio far-West, spremitura dei piccoli imprenditori commerciali e dei loro lavoratori dipendenti; vantaggio delle grandi catene commerciali e orari non stop dei loro lavoratori dipendenti. Mazzata definitiva per le edicole.
Servizi Pubblici Locali. In perfetta linea con il precedente Governo Berlusconi si rende sempre più stringente la normativa per obbligare alla liberalizzazione/privatizzazione i servizi pubblici locali (rifiuti, trasporti, energia ecc.ecc.). In particolare la “gestione in casa” dei servizi è praticamente azzerata.

COME GIA’ PER LA PESANTE MANOVRA SU ICI, PENSIONI, BENZINA, IVA ECC.ECC. DI DICEMBRE, SIAMO MOLTO DISTANTI DALLA GIUSTIZIA SOCIALE E DA CIO’ CHE OCCORRE PER LO SVILUPPO DEL PAESE.

OCCORRE LOTTARE PER CAMBIARE QUESTE MISURE E PER UNA PROSPETTIVA DI ALTERNATIVA DI GOVERNO.

NON C’E’ PIU’ SPAZIO NE’ TEMPO PER MELINE, OGNUNO DEVE ASSUMERSI LE SUE RESPONSABILITA’ DI FRONTE ALLA CRESCENTE DIFFICOLTA’ DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI, IN PARTICOLARE CHI SOSTIENE IL GOVERNO, COMPRESI IL PD E L’UDC.

Coordinamento Regionale SEL   www.selmarche.it

gennaio 3, 2012

SEL CHIEDE DI NON APPLICARE LA TASSA SULLA BENZINA DECISA DALLA REGIONE

L’ulteriore accisa sui carburanti decisa dalla Regione si scarica pesantemente sui marchigiani dopo le già gravi misure decise dal governo nazionale.

L’Assessore Marcolini, giustamente, dice che le popolazioni colpite dalle alluvioni non possono essere lasciate sole di fronte alle devastazioni causate dalle calamità.

Il governo Berlusconi prima,   il governo Monti ora, non hanno erogato fondi alle Marche a differenza di quello che hanno fatto per alcune altre Regioni colpite da calmità.

Ciò, secondo SEL, non giustifica  comunque questo ulteriore aumento del costo dei carburanti, che colpisce ancora una volta in maniera indiscriminata le fasce di popolazione a reddito più basso e soprattutto chi è costretto ad usare il mezzo privato per lavoro.

Il coordinamento regionale di Sinistra  Ecologia Libertà è al fianco della Regione nella battaglia per ottenere prima possibile i 50 milioni promessi dal governo nazionale; al tempo stesso chiede alla Regione di non applicare l’ulteriore balzello di 5 centesimi sui carburanti cercando la somma necessaria in altri settori; attraverso anche una ristrutturazione del bilancio di previsione. In alternativa SEL chiede che l’odiosa  “tassa sui carburanti” sia valida solo per il 2012 e non anche per il 2013 come annunciato dall’assessore al bilancio.

Pensiamo che possono esserci vie diverse e più eque.

Il Coordinamento Regionale di

Sinistra Ecologia Libertà

Ancona, 3.1.2012

 

dicembre 21, 2011

SEL: “A DIFESA DEL COMMERCIO E CON LO SCIOPERO DEGLI EDICOLANTI DEL 27-28-29 DICEMBRE”

Il Governo Monti si è arreso di fronte alle resistenze di settori protetti e molto forti quali i farmacisti e alcune categorie professionali.

Diversamente ha invece agito nei confronti – in generale – del settore del commercio deregolando totalmente aperture, ( in particolare da ultimo domenicali e festivi) orari ecc., con il rischio di produrre un far-west ingovernabile e una concorrenza incontrollata e devastante per il lavoro il reddito e la vita di milioni di piccoli imprenditori commerciali e dei loro lavoratori dipendenti.

Peggio ancora la situazione per le edicole e le rivendite di giornali e riviste, sia perché si tratta di un “mercato” tutto particolare concernente la informazione e la conoscenza, questioni delicate per la democrazia del Paese e già sottoposte a gravissimi problemi e in crisi da tempo.

Sia perché – di conseguenza – siamo in presenza di attività – lo sappiamo – in difficile situazione di tenuta economica.

In questo settore già liberalizzato e deregolato, dal punto di vista delle edicole, si imponeva e si impone la questione della rottura del monopolio e della totale discrezionalità di fatto della distribuzione dei giornali in capo a pochi soggetti, che rischia di condurre alla concentrazione, all’ulteriore strangolamento e alla chiusura di diverse attività. Per questo non si fa nulla. E’ francamente intollerabile. Anche in questo campo Monti si dimostra forte con i deboli e debole con i forti, nell’ambito di una manovra – nel complesso – profondamente ingiusta.

Noi abbiamo altre idee e proposte che potete leggere sul nostro sito nazionale www.sinistraecologialiberta.it o sul nostro sito regionale www.selmarche.it

Il Coordinamento Regionale Marche

Ancona, 21.12.2011

dicembre 20, 2011

LA MANOVRA DEL GOVERNO MONTI RESTA PESANTE, INGIUSTA, DI CLASSE

Nonostante “la restituzione” alle pensioni fino a 1400 euro lorde della indicizzazione ISTAT (si badi bene però: fissata al + 2,7%, ma l’inflazione tendenziale reale è attorno al 3,3%) e poco altro.

IL GROSSO DELLA STANGATA VIENE DA……

ICI – IMU                                                 11 miliardi

IRPEF addizionale reg.le                         2,85   “

ACCISE (benzina)                                    4,8     “

IVA (da settembre)                                   3,3     “

                                                                   —————–

                                               totale                   21,95 miliardi

Pagano tutti i proprietari di prima casa (l’80% degli italiani), specie se single,  anziani pensionati. Anche l’aumento delle detrazioni (di 50 € per figlio), non essendo collegato al reddito familiare, favorisce le famiglie con redditi alti; così come del resto il proprietario della II° casa (frutto spesso dei risparmi di una vita) è equiparato, nella tassazione al 7,6%, ai grandi proprietari e ai fondi immobiliari.

Infine l’aumento della benzina e degli altri beni (gas,elettricità ecc.) colpirà evidentemente soprattutto i redditi medio-bassi e bassi.

I prezzi saliranno congiungendosi con la recessione ormai in atto.

……E DALLA TORCHIATURA SULLE

Pensioni                                                    3,4 miliardi

In particolare l’intervento sulla anzianità e sulla vecchiaia cambia di parecchio, talora in modo drastico e drammatico, la vita di tanti lavoratori/lavoratrici.

Così si allontanerà anche la soluzione occupazionale per disoccupati e precari, specie giovani, nonché la loro prospettiva pensionistica.

VENGONO RISPARMIATI I GRANDI PATRIMONI

Si prende pochissimo invece come si vede dal totale delle entrate dai:

Grandi capitali ex scudati                                 1,4 miliardi

Tasse sul lusso (barche, auto)                                     453 milioni

Bolli sui conti correnti/titoli finanziari              1,2 miliardi

                                                                            —————-

                                               totale                            3.053 miliardi

 C’è da dire poi che su barche e auto di lusso, rispetto alla prima versione, c’è stata una consistente diminuzione tra il 60% e il 15% in relazione agli anni di immatricolazione; così come sui capitali ex scudati si è scesi all’1% rispetto al 1,5% di partenza; così come va sottolineato che con i bolli sono colpiti in modo più che proporzionale i piccoli risparmiatori. Irrisorio sarà l’introito della tassazione delle attività finanziarie all’estero (escluse le società) e degli immobili all’estero la cui tassazione non è calcolata al reale valore di mercato.

C’E’ CHI ADDIRITTURA CI GUADAGNA

Le imprese (restituzione IRAP ed altro)                      2,85 miliardi

 le banche          con la garanzia da parte     dello Stato sulle loro  passività       

Come è successo nel passato il sostegno ai profitti spesso non si è trasformato in assunzioni e sviluppo ma è stato intascato dagli imprenditori. Sarebbe stato opportuno semmai differenziare fra grandi e piccole imprese (ad alta intensità di lavoro), fra quelle che investono e quelle che delocalizzano, fra quelle che rispettano i contratti nazionali e quelle come la Fiat di Marchionne che distruggono i diritti.

Oltre alle critiche SEL ha avanzato le sue proposte già diffuse e che troverete sul sito regionale e nazionale: www.selmarche.it  -          www.sinistraecologialiberta.it

Coordinamento Regionale SEL

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